
Volo cancellato per eruzione vulcanica: risarcimento?
Un’eruzione vulcanica, una nube di cenere, un aeroporto che rallenta o sospende temporaneamente le operazioni. Il volo viene cancellato e la compagnia comunica ai passeggeri che si tratta di una “circostanza eccezionale”. A quel punto molti viaggiatori pensano che non ci sia più nulla da fare. In realtà non è sempre così.
Una recente decisione del Giudice di Pace di Catania, tornata all’attenzione della cronaca giuridica nel settembre 2026, ricorda un principio importante: non basta che esista un evento eccezionale in astratto. La compagnia aerea deve dimostrare che proprio quell’evento ha reso impossibile effettuare il volo cancellato e che sono state adottate tutte le misure ragionevoli per evitare o limitare il disagio ai passeggeri.
Il caso: vacanza a Lampedusa saltata
La vicenda riguardava due passeggeri diretti a Lampedusa. Dopo l’inizio delle operazioni di imbarco, il volo veniva cancellato e, non essendoci alternative utili per raggiungere la destinazione, i viaggiatori erano costretti a rinunciare alla vacanza. La compagnia sosteneva che la cancellazione fosse dovuta alla chiusura dell’aeroporto di Catania a causa della cenere prodotta dall’Etna. Il giudice, però, ha verificato cosa fosse accaduto concretamente e ha ritenuto che il vettore non avesse fornito una prova sufficiente del collegamento tra l’eruzione e la cancellazione di quello specifico volo.
Cosa sono le “circostanze eccezionali”
Il Regolamento europeo n. 261/2004 tutela i passeggeri in caso di cancellazione e forte ritardo dei voli. In determinate situazioni la compagnia può evitare il pagamento della compensazione pecuniaria quando la cancellazione dipende da circostanze eccezionali che non avrebbero potuto essere evitate neppure adottando tutte le misure ragionevoli.
Tra gli esempi più intuitivi possono rientrare condizioni meteorologiche estreme, chiusura dello spazio aereo, gravi problemi di sicurezza, eventi naturali straordinari o cenere vulcanica tale da rendere pericoloso il traffico aereo. Ma la presenza di un evento eccezionale non libera automaticamente la compagnia da ogni responsabilità.
Non basta dire: “C’era l’Etna in eruzione”
La compagnia non può limitarsi ad affermare che, nello stesso giorno e nella stessa zona, si è verificata un’eruzione vulcanica. Deve dimostrare in concreto che l’evento ha realmente inciso sul volo, che l’aeroporto o la rotta non erano utilizzabili, che non era possibile effettuare il trasporto in un altro momento ragionevole, che non esistevano valide alternative e che sono state adottate le misure possibili per limitare il danno ai passeggeri.
Nel caso esaminato, secondo quanto riportato dalla decisione, la pista era stata riaperta e la cancellazione sarebbe risultata collegata anche a problemi relativi all’equipaggio. Proprio per questo la semplice invocazione della cenere vulcanica non è stata ritenuta sufficiente.

Rimborso e compensazione non sono la stessa cosa
Quando si parla di voli cancellati, spesso si fa confusione tra rimborso e compensazione pecuniaria. Il rimborso riguarda il prezzo del biglietto quando il viaggio non viene effettuato. La compensazione è invece una somma ulteriore prevista dalla normativa europea in determinati casi, il cui importo varia in base alla distanza del volo.
Nel caso affrontato dal Giudice di Pace di Catania, i passeggeri hanno ottenuto anche una compensazione di 250 euro ciascuno, oltre al rimborso dei biglietti e delle spese sostenute per l’alloggio a destinazione.
E se l’eruzione impedisce davvero il volo?
Se la compagnia dimostra che la cenere vulcanica, la chiusura dell’aeroporto o un provvedimento delle autorità hanno realmente reso impossibile il volo, la circostanza può essere considerata eccezionale. Questo può escludere il diritto alla compensazione pecuniaria, ma non significa necessariamente che il passeggero venga lasciato senza tutela.
Anche in presenza di circostanze eccezionali restano infatti importanti obblighi di assistenza. La normativa europea prevede, in base alla durata dell’attesa e alla situazione concreta, pasti, bevande, eventuale sistemazione in albergo e trasferimenti necessari.
Cosa succede alle spese dell’hotel già prenotato?
Se il volo viene cancellato, il passeggero potrebbe perdere non soltanto il biglietto aereo ma anche la prima notte in hotel, parte o tutta la prenotazione, trasferimenti già pagati, escursioni, auto a noleggio o altri servizi non rimborsabili. La possibilità di recuperare queste somme dipende dalla causa della cancellazione, dal contratto concluso e dalla possibilità di dimostrare il rapporto tra il disservizio e la perdita economica.
Nel caso di Catania, il giudice ha riconosciuto anche il rimborso delle spese sostenute per l’alloggio che i passeggeri non avevano potuto utilizzare.
Cosa deve fare il passeggero
Quando un volo viene cancellato e la compagnia invoca una causa eccezionale, è importante non limitarsi alla comunicazione ricevuta al gate o via e-mail. Può essere utile conservare carta d’imbarco e prenotazione, comunicazione di cancellazione, e-mail e SMS della compagnia, ricevute delle spese sostenute, prenotazioni di hotel e servizi persi, fotografie dei tabelloni aeroportuali ed eventuali informazioni ufficiali sull’apertura o chiusura dell’aeroporto.
Se possibile, è utile anche verificare se altri voli siano regolarmente partiti nello stesso arco temporale. Non significa che la compagnia abbia necessariamente torto, ma può essere un elemento utile per comprendere se la cancellazione fosse davvero inevitabile.
La compagnia deve provare la circostanza eccezionale
Questo è forse il principio più importante da ricordare. Non è il passeggero a dover dimostrare che l’eruzione non impediva il volo. È la compagnia, quando vuole sottrarsi alla compensazione prevista dal Regolamento europeo, a dover provare in modo sufficientemente preciso che la cancellazione derivava realmente dalla circostanza eccezionale invocata.
Quando rivolgersi a un avvocato
Può essere utile valutare assistenza legale quando la compagnia respinge la richiesta con una motivazione generica, vengono indicate “cause eccezionali” senza ulteriori spiegazioni, sono andati persi hotel o altri servizi già pagati, il viaggio è saltato completamente, il valore economico complessivo del danno è significativo oppure la richiesta di rimborso o compensazione resta senza risposta. In molti casi, prima di iniziare una causa, può essere sufficiente una richiesta formale ben documentata.
“C’era un’eruzione” non basta
Un’eruzione vulcanica può certamente rappresentare una circostanza eccezionale. Ma “c’era un’eruzione” non è una formula che consente automaticamente alla compagnia aerea di evitare qualsiasi responsabilità. Occorre verificare se quell’evento abbia realmente impedito quel volo e quali misure siano state adottate per offrire ai passeggeri un’alternativa. Se questa prova manca, possono spettare non solo il rimborso del biglietto, ma anche la compensazione prevista dalla normativa europea e, in determinate situazioni, il rimborso di ulteriori spese subite.
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